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Crediti insoluti -
Cessione crediti
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Scritto da GCPD
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ALTERNATIVE alla CESSIONE
E’ importante ricordare che ‘in tema di gestione aziendale, l'inerenza e quindi l'inevitabilita’ di un costo od onere va riconosciuta per il solo fatto che tale costo od onere si ponga in una scelta di convenienza per l'imprenditore, ovvero quando il fine perseguito e’ sempre quello di pervenire al maggior risultato economico’. E’ quindi necessario valutare quali sono le alternative pratiche alla cessione del credito nell'ottica della ricerca di un risultato economico positivo.
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La rinuncia del credito
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La rinuncia come atto autonomo dell'imprenditore permette di eliminare dal bilancio i crediti di difficile esigibilita’ , ma non puo’ fare insorgere un costo fiscalmente deducibile, in quanto l'atto provocherebbe solo un minor carico impositivo. Anche le perdite conseguenti a rinuncia di crediti per concordati extra giudiziali non sono deducibili in quanto anch'esse rientranti nella fattispecie di cui sopra. Come logico non e’ ammessa la deducibilita’ fiscale delle perdite su crediti basata su valutazioni soggettive (Risoluzione Ministeriale 9/124 del 6/8/76).
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Il fallimento del Debitore

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L' attesa dell'eventuale fallimento del debitore e piu’ in generale del verificarsi di uno degli elementi certi e precisi previsti dal T.U.I.R., oltre a non essere economicamente conveniente, non permette di avere un bilancio chiaro e corretto, cosi' come previsto dalla IV e VII direttiva CEE, recepite dal D.Lgs. 127/91 e dall'art. 2423 del Codice Civile.
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L' azione legale

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Trattandosi di crediti per loro natura di difficile esazione, il ricorso a procedure giudiziarie non e’ mai consigliabile. L'azione legale e’ foriera di alti oneri, sia sotto il profilo economico, sia per i lunghi tempi previsti per una sua definizione.
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